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CANTASTORIE SICILIANI
Tradizionale figura di intrattenitore ambulante, che si sposta di città in città e di piazza in piazza raccontando una favola, una storia, un fatto, con l’aiuto del canto e spesso di un cartellone in cui sono raffigurate le scene salienti del racconto; i cantastorie in questo loro peregrinare vivevano delle offerte degli spettatori e talvolta dai proventi della vendita di foglietti recanti la storia raccontata. Si posizionavano nelle piazze dei paesi o nelle stalle umide e cantavano o raccontavano le loro storie, antiche o attuali, vere o immaginarie, trovate in giro nei loro viaggi o composte per l’occorrenza.

Spesso i cantastorie adattavano le loro versioni ad alcuni racconti antichi, o li rinnovavano a seconda del particolare avvenimento; sovente una scelta veniva imposta per il dialetto da utilizzare in base al luogo della narrazione e a causa del diffuso analfabetismo.

Incursioni di pirati, miracoli di santi e vite esemplari di devoti, eventi catastrofici, clamorose impiccagioni, leggende sacre e racconti profani. meravigliose vittorie e lacrimevole sconfitte personaggi e momenti epici (Garibaldi ed il Risorgimento sono stati oggetto di interesse di tanti cantastorie e poeti popolari); ogni occasione era buona per i cantastorie per comporre, adattare vecchi canti o tradurre vecchie storie. una delle più conosciute è quella della Barunissa di Carini, si pensa ci siano più di 500 versioni.

I cantastorie rappresentarono l’unico tramite culturale tra il popolo analfabeta e il mondo epico e poetico in cui rivivevano le spagnolesche gesta, le bravate dei paladini del repertorio cavalleresco di Francia e le generose, anche se cruenti imprese dei vari briganti, così cari alla fantasia popolare.

Nell XVII secolo i cantastorie riuscirono ad vere un pubblico vastissimo e avidissimo; erano infatti numerosi, i sentimenti che muovevano gli spettatori ad assistere per ore ed ore alle recite. 
  • CICCIO BUSACCA   ( 1 Articolo )
    Ciccio Busacca
    Genere     Musica popolare
    Periodo di attività     1951 – 1989
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    Ciccio (Francesco) Busacca (Paternò, 15 febbraio 1925 – Busto Arsizio, 11 settembre 1989) è stato un cantastorie italiano.
    Biografia
    Ciccio Busacca (il nome Ciccio - o Cicciu - è diminutivo di Francesco) ha maturato le sue doti artistiche nella sua Paternò ascoltando i versi dei cantastorie cantastorie ambulanti, tra cui Paolo Garofalo e Gaetano Grasso.

    Il suo debutto avvenne nel 1951, nella piazza di San Cataldo (Caltanissetta), con la rappresentazione de L'assassinio di Raddusa, tratto da una storia di cronaca avvenuta realmente nel paese di Raddusa (Catania), dove una ragazza diciassettenne si era vendicata dell'uomo che l'aveva violentata, avvicinandolo nella piazza del paese mascherata da anziana e uccidendolo.

    La passione per la narrativa e la denuncia civile, unite a una particolare sensibilità musicale furono il segno con cui Busacca si distinse nel mondo dei cantastorie siciliani, particolarmente sviluppato nel secondo dopoguerra, che ebbe come protagonisti Orazio Strano, Turiddu Bella, Vito Santangelo, Matteo Musumeci, Francesco Paparo (Ciccio Rinzinu) e altri. Nel 1956, Busacca debuttò al Piccolo teatro di Milano con Pupi e cantastorie di Sicilia.

    Nel 1957, a Gonzaga, la giuria dell'AICA (Associazione Italiana Cantastorie Ambulanti) conferì a Busacca il primo premio "Trovatore d'Italia", per la storia di Giovanni Accetta, L'Innucenti vinnicaturi.

    È negli anni successivi che si pose l'incontro con Ignazio Buttitta e con la sua poesia: di questo sodalizio i risultati più significativi rimangono le messe in scena del Lamentu ppi Turiddu Carnivali, Lu trenu di lu suli e Che cosa è la mafia?.

    Negli anni settanta, avvenne l'esperienza teatrale con Dario Fo (Ci ragiono e canto) e la sua partecipazione a diversi programmi radiofonici e televisivi.

    A partire dalla fine degli anni '70 iniziò l'inesorabile declino di popolarità (ma non artistico) di Busacca e degli altri cantastorie siciliani, prime vittime della diffusione della televisione quale mezzo di comunicazione di massa. Le notizie della cronaca potevano ormai arrivare ai cittadini nella crudezza (o nell'inganno) dei teleschermi, senza le mediazione poetica di questi "relitti" della storia, ultimi cantori di una tradizione millenaria.

    Busacca muore nel 1989 e di quel piccolo uomo che dal tetto della sua Seicento multipla cantava le storie degli uomini di Sicilia, a chi li voglia leggere, rimangono i suoi versi.
    Passa la notti e veni la matina     Finisce la notte e viene la mattina
    lu suli si ni va, veni la luna     il sole se ne va, viene la luna
    comu lu ciumi lu tempu camina     come il fiume, il tempo cammina
    e camina l'ità di la pirsuna.     e cammina l'età della persona.
    Discografia [modifica]

        * Lu trenu di lu suli
        * Cosa è la mafia
        * Canzoni carrettiere siciliane
        * La storia di Giuliano (Il re dei briganti)
        * La storia di Giovanni Accetta
        * La storia di lu briganti Musulinu
        * Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali
        * Lu piscaturi sfortunatu
        * Storia di Orlando e Rinaldo (paladini di Francia)
        * Nascita del giullare. Il treno del sole
        * Un uomo che viene dal sud

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

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"Se riesci a far innamorare i bambini di un libro o di due o tre, cominceranno a pensare che è un divertimento. Così, forse, da grandi, diventeranno lettori. E leggere è uno dei piaceri e degli strumenti più grandi e importanti della nostra vita”.
(Roald Dahl - scrittore inglese, 1916/1990) Henry Ford

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