Si ripete anche quest'anno la rappresentazione teatrale della settimana santa a Cianciana. Da oltre trenta anni, ogni Giovedi-Venerdì Santo. L'associazione Settimana Santa sotto la regia di Mario Cammarata lavorano con dedizione e spirito di abnegazione, a questo progetto dedicato alle ultime ore di Gesù. Una rievocazione che diventa, attraverso l’immagine della Passione di Cristo, l’occasione per riflettere sulle sofferenze e le difficoltà del mondo e sul senso del percorso umano di ognuno di noi. Un momento di straordinaria intensità spirituale e di notevole pregio culturale e artistico, un appuntamento ormai caratteristico della Pasqua ciancianese che tutte le volte richiama migliaia di visitatori, credenti e no, da ogni parte d’Italia.
E così centinaia di figuranti si muovono su un palcoscenico naturale delle vie di Cianciana, ridanno voce alle parole dei Vangeli. Una Passione vera che rivivere il suo mito, ogni anno, antica, ma al tempo stesso ancora inedita.
Il dolore come sentimento è rappresentato nei canti della Settimana Santa; canti, lamintanzi, ladate, che accompagnano le processioni del Venerdì Santo, con rèpitu, chianti, triulu, lamentu.
In quasi tutti i paesi si festeggia la Settimana Santa, un insieme di celebrazioni rituali con processioni, alcune molto suggestive ed intense.
La musica di queste processioni è a carattere mesto e luttuoso, con le lamentanze, i lamenti, o parti di la Simana Santa, cioè canti più voci o monodici di tradizione orale, di grande importanza e varietà.
Questi lamenti per lo più vengono eseguiti il Venerdì Santo in forma polivocale, da parte di squadre di cantori speciali detti lamentatori, con un cantore solista, ed un accompagnamento vocale a più voci.
Lo Stabat Mater, vene proposto in libere volgarizzazioni dal latino storpiato; a volte sono accompagnati dalle traccole. I testi sono a carattere narrativo, raccontano la Passione di Gesù, il dolore di Maria.
Alla Croce del Signore c’è la Madre nel dolore mentre il figlio muore. Incurante della gente nel suo intimo fremente ha una spada in cuore. La tristezza e l’afflizione non avranno paragone nel destino umano. Quel di Cristo è duro letto e chi muore è il più perfetto: tese a noi la mano. Chi osservando il grande dramma, di quel figlio e di tal mamma può restare inerte? Goccia sangue dalla testa Maria bagna la sua vesta da ferite aperte. Pensa al popolo ribelle che la sconta sulla pelle del suo Figlio mite. Lo ricorda bambinello sul presepio e sul tinello della lor dimora. Or s’accorge che il suo figlio, membra bianche come il giglio, è all’estrema ora. Madre cara dell’amore facci soci al tuo dolore, spezza il cuore duro, Facci ardere di fede scuoti il petto a chi non crede, crolli l’erto muro. Santa Madre ti preghiamo quelle piaghe le vogliamo per unirci a Voi. Il tuo figlio si ferito che s’è offerto, che ha patito sa che siamo suoi. Per il resto della vita l’alma nostra resti unita alla sua Passione. Madre, ascolta questa voce stringi tutti a quella croce: abbi compassione. Quella morte e quelle pene percorrendoci le vene son divino innesto. Per la santa redenzione una vera conversione giunga al cuore, presto. Dal pericolo supremo per te salvi un dì saremo se ci copre il manto. Il Risorto e il suo sorriso ci assicuri il paradiso nell’eterno canto. Amen.
Il Pellegrinaggio, pratica molto antica, comune a tutte le religioni e classi sociali, ha assunto in seno al Cristianesimo forme e modalità diverse non sempre riconducibili ad un’unica tipologia per la diversità delle motivazioni, dei luoghi, delle culture popolari nelle quali s’è incarnato o da cui è scaturito. Per pellegrinaggio (d’ora in poi p.) s’intende il recarsi, per devozione o penitenza, per catarsi o per ex-voto, in un luogo che la pietas popolare considera sacro; un luogo in cui
generalmente sorge una Chiesa (o Santuario) che custodisce reliquie o immagini miracolose o è stata edificata nei luoghi della vita e passione di Nostro Signore Gesù o vi è apparso, come la Madonna o i Santi, o vi è nato od operato un Santo. Si pensi a luoghi come Gerusalemme, Nazaret, Betlem, Roma, Santiago de Compostela, Padova, Lourdes, Fatima, Loreto, Medjugorie, Czestochowa, S. Giovanni Rotondo, stando a quelli di fama internazionale; ma ve ne sono altri, meno noti e legati a un p. che potremmo definire locale o regionale.
I nostri politici si sono dati molto da fare per distruggere il paese, sicuramente saranno molto stanchi, forse sarebbe meglio non coinvolgergli nella "ricostruzione".