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Sabato 27 Maggio 2017
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"VILLA CHINCANA"

                            "P. Arfeli"

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"VILLACHINCANA"
Il moderno Edipo PDF Stampa E-mail
SAGGISTICA - TAORMINA FRANCESCO
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                       Il moderno Edipo

 

 

     La tragicità consuma il suo atto attraverso la  bivalenza di necessità e libertà del vivere. D’un canto si vuole la libertà arbitraria del soggetto all’interno del proprio tempo storico; d’altro verso, il necessario, nell’affrontare il vivere soggettivo, all’interno di quell’arbitrio, lascia l’impronta inconfondibile della biunivocità tra bene e male nell’immutabile alternanza mai risolvibile. Quella che fu la saga dei “Labdacidi”, oggi è sempre di moda, e di questo, Eschilo, Sofocle, Euripide furono lapidari. Ma ecco cosa ancora oggi resta.           

     Quando Gigino  si svegliò chiese subito se era morto. Era la conquista di un dolore al corpo insopportabile: si vide in un letto d'ospedale, tutto fasciato, attaccato con corde, cordicelle, fasce, bende; tubi alle braccia, fili attaccati al torace, alle gambe. Eppure, sapeva che da morti non si sente più  dolore. Gigino non era morto, gli rammentò il vicino di letto, anch'egli nelle medesime condizioni, mandandolo al diavolo, accompagnato da ingiurie e maledizioni a non finire.

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Pietro Arfeli: una vita per l’Arte Portfolio “Retrospettiva Artistica 1957/2007” PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - ARFELI PIETRO
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Pietro Arfeli: una vita per l’Arte
Portfolio “Retrospettiva Artistica 1957/2007”

      Dopo il successo della mostra Personale Retrospettiva “COME ERAVAMO” 1962/1968, allestita ed inaugurata a Cianciana nel mese di agosto 2007 e ancora dopo il successo on-line riscosso nel 2012 dal Portfolio ricavato dalla Retrospettiva, viene pubblicato sempre on-line, a decorrere dal 15 marzo 2015, presso la bacheca digitale on-line issuu.com/artisvisual, il Portfolio “Retrospettiva Artistica 1957/2007” promosso da Eugenio Giannone e organizzato da questo Portale.
      La pubblicazione del Portfolio, realizzato dallo stesso Pietro Arfeli, curata dal nostro portale in collaborazione con il portale www.cianciana.info e stata presentata in anteprima su “La Voce di Cianciana” febbraio 2015, annovera oltre 300 delle opere più rappresentative del Maestro Arfeli (Cianciana, 1947) tra approcci infantili, prove scultoree, disegni, schizzi preparatori e di studio, dipinti, incisioni Scraperboard, disegni e illustrazioni pubblicitarie, fotografie artistico/ambientali e tanti inediti d'artista (lavori realizzati utilizzando materiali diversi e le tecniche più disparate a livello di studio e non). La mostra retrospettiva ha carattere semplicemente espositivo e culturale perché per il Maestro Arfeli è molto importante trasmettere questo messaggio con cui presentarsi al mondo e ai giovani artisti in maniera storico-educativa, facendo trasparire i passaggi (iniziali) che l’Artista ha superato nel suo percorso creativo. L’arte è dedizione, impegno, meditazione, rivisitazione della realtà che, trasfigurata o ritratta, diventa un atto d’amore per la natura, il bello, le cose cui più teniamo a cominciare dalla nostra fantasia e dal nostro estro che devono costantemente essere alimentati.
                                                                                            Eugenio Giannone

 
1. Il fiume Platani: notizie storiche* PDF Stampa E-mail
SAGGISTICA - GIANNONE EUGENIO
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  Il Platani è il terzo fiume della Sicilia  per lunghezza e per bacino ma non per portata d’acqua, avendo per gran parte dell’anno carattere torrentizio che, tuttavia, non gli ha impedito d’inghiottire sovente vite umane e animali.

   Se non abbonda d’acqua, è carico di storia, di leggende e di riflessi letterari.

   Hanno scritto su questo fiume il poeta A. Di Giovanni, che ne parla soprattutto nel romanzo “Lusaracinu” e nel poemetto “A lu passu di Giungenti, A. Pizzuto, A. Petyx, E. Vittorini, S. Quasimodo, A. Cremona.

   Il Di Giovanni battezzò Valplatani” l’immensa distesa di latifondi che rendevano omogenea tutta la sua vallata centro-meridionale (l’asta principale), che offriva le medesime connotazioni antropiche, paesaggistiche, economiche, storiche e folkloristiche.

      Viene spontaneo pensare al Platani come ad un corso d’acqua, ad un fiume, ma ad una strada che nel corso dei secoli ha messo in contatto, più che dividere, popoli di etnie e lingue diverse, che lungo le sue sponde si sono sì scontrati, ma molto più spesso incontrati in una osmosi di esperienze commerciali, culturali e umane.

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Emigrare a Madrid, dove la "diversità" ti rende libero - PDF Stampa E-mail
REDAZIONE V. C. - ARTICOLI REDAZIONE
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Emigrare a Madrid, dove la "diversità" ti rende libero - Blog

Emigrare a Madrid, dove la "diversità" ti rende libero - Blog
Il ciancianese che volò a Madrid: "Qui diversità è sinonimo libertà"

Non sempre noi siciliani andiamo via alla ricerca di lavoro, già in passato abbiamo parlato di casi di emigrati alla ricerca di nuove esperienze. Oggi parliamo di un ragazzo di Cianciana, Vito Candiloro. Con Vito parleremo della sua esperienza in Spagna, della vita a Madrid e delle sue attività sempre fatte con il cuore in Sicilia.

Ciao Vito, raccontaci un po' di te... di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?

Nato 32 anni fa da mamma ciancianese e papà calamonacese, sono cresciuto a Cianciana. Ho trascorso la mia infanzia e prima adolescenza in paese, immerso nei costumi e tradizioni del luogo. A 14 anni, ho cominciato a frequentare il Liceo Classico di Bivona e a 18 mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo, tornando in paese nei fine settimana. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ho completato il mio curriculum accademico con la laurea in Scienze Politiche ottenuta a Siena.  Finiti gli studi, nel 2008 mi sono trasferito a Sciacca, città nella quale ho vissuto e lavorato per tre anni, prima come praticante e poi come avvocato abilitato, collaborando pure con uno studio notarile. Nel mezzo di questo percorso di vita, una serie di viaggi di durata più o meno lunga in giro per l’Europa: Spagna, Germania e Malta sono stati i luoghi dove ho vissuto per qualche settimana o mese. Tra tutte, l’esperienza più intensa, formativamente parlando, è stato il semestre trascorso ad Alicante, in Spagna, durante il quale grazie al Progetto Erasmus ho avuto modo di frequentare la facoltà di Giurisprudenza del posto e imparare lo spagnolo.

Quando e perché hai deciso di lasciare l'Italia?

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1957 VIA MOSCATO IV° parte PDF Stampa E-mail
REDAZIONE V. C. - ARTICOLI REDAZIONE
Scritto da G. PILIZZI   

Sul finire dell’estate, la quiete di via Moscato veniva disturbata dall’insistente ronzio di fastidiosissime vespe. Ad ogni vespa che passava c’era sempre qualcuno che diceva: “tempu di vinnigna è”. La strada cominciava, allora, ad accogliere botti e “carrateddi” di tutti “li iusi” per essere lavati e trattati con intrugli aromatici vari. A quel punto, trovavo la spiegazione al motivo per il quale la buccia di ogni arancia, consumata nel periodo invernale, veniva sistematicamente appesa a qualche chiodo della cucina e lasciata lì per tanti mesi. Da lì a qualche giorno l’odore acre del mosto avrebbe invaso tutto il paese.

Mentre i tempi della natura dettavano i ritmi di lavoro e con essi quelli della vita, la quotidianità veniva scandita dalle giornate della settimana: il lunedì era il giorno del bucato. I panni, dopo l’ammollo con la liscia nelle pile di legno zincate e una vigorosa “stricata”, venivano cosparsi di sapone mollo e stesi sui balconi o sul selciato della strada, sfruttando così l’effetto sbiancate del sole; il martedì ai fili di tutti i balconi, candidi lenzuoli, appesi alle canne “cu li ghiacchi”, riempivano la strada di un fresco profumo di pulito che, l’indomani, sotto il calore dei ferri da stiro, diventava ancora più penetrante.

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Libero pensiero di PIETRO ABELARDO (1079-1142) PDF Stampa E-mail
SAGGISTICA - TAORMINA FRANCESCO
Scritto da Administrator   

Libero pensiero di PIETRO ABELARDO (1079-1142)

Testo: “Dialogo tra un filosofo, un giudeo e un cristiano”

Abelardo sogna la pace. Dopo continue battaglie intellettuali nelle diverse scuole di Francia, maestro di “logica” ed “etica” alla scuola di Parigi, il monaco vive l’ultima della sua vita al monastero di Cluny.
Dopo la dura condanna subita al concilio di Sens, dove Bernardo di Clairvaux (Bernardo di Chiaravalle fondatore dell’abazia di Chiaravalle di Milano), lo sconfisse sulle tesi teologiche nel disegno di un nuovo Cristianesimo naturale e aperto.
A Cluny Abelardo scrive il dialogo come un sogno dettato dal desiderio, ma guidato dalla ragione.
Le influenze strutturali del testo sono Platoniche, con carico di metafore, comune peraltro ai maestri di Chartres. Solo alcuni decenni dopo la morte di Abelardo, si riscoprirà tutta l’opera Aristotelica attraverso un movimento siciliano e spagnolo, grazie agli studi di alte menti venuti dall’Islam.
Dunque, se il dialogo sembrerebbe dibattuto tra religione rivelata, Cristianesimo da essa derivante, e Filosofia, Abelardo nel XXII secolo compie un vero azzardo. Il filosofo confessa di essere circonciso e di appartenere alla dinastia di Ismaele.
Da ciò è facile supporre la contemporaneità con Averroe dato gli anni, che dai suoi studi nacque la ricerca Averroista nella nascente Universitas di Padova.
Così il dialogo che è un sogno, non si svolge unicamente tra un filosofo, un giudeo e un cristiano; ma anche con un islamico. Ma questo purtroppo costò a Pietro Abelardo la dura prova di Cluny.

francesco taormina


 

 
CIANCIANA . luoghi noti e meno noti PDF Stampa E-mail
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GRAFICA E FOTOGRAFIA - ARFELI PIETRO
Scritto da Administrator   
 
LA SVEGLIA DEI TAMBURINI PDF Stampa E-mail
SAGGISTICA - TAORMINA FRANCESCO
Scritto da Administrator   

 
“Le vie dei tesori” PDF Stampa E-mail
REDAZIONE V. C. - ARTICOLI REDAZIONE
Scritto da A. Chiazza   

Le vie dei tesori”

 

Si è conclusa qualche giorno fa a Palermo, l’interessante manifestazione Le Vie dei Tesori, che ha dato la possibilità di visitare tanti siti-storici della città normalmente non sono fruibili.

La manifestazione, nata otto anni fa per celebrare il Bicentenario dell’Ateneo di Palermo, è diventata un Festival che mette in moto 60 istituzioni, con l’obiettivo di valorizzare i loro beni materiali e immateriali. Quest’anno sono stati aperti al pubblico62 luoghi, mentre la città è stata percorsa da 80 passeggiate d’autore condotte da esperti, giornalisti, professori ed è stata animata da un cartellone ricco di oltre 100 eventi tra dibattiti, mostre, incontri, presentazioni di libri, spettacoli e letture.

Palermo si è aperta interamente, dalle dimore nobiliari ai vicoli della città multietnica, grazie alla rete di istituzioni che sono state coinvolte, tra cui l’Università, il Comune di Palermo, la Soprintendenza ai Beni culturali, la Diocesi, la Fondazione Federico II, la Soprintendenza del Mare, l’Autorità portuale, l’Arma dei Carabinieri, l’Esercito, il Teatro Massimo, il Teatro Biondo, il Conservatorio Bellini, l’Accademia di Belle Arti, con la collaborazione, infine, di una fitta rete di realtà e associazioni, tra cui il Salvare Palermo, Italia Nostra, l’Osservatorio Astronomico, il Clac, (Centro laboratorio di Arti contemporanee) e l’associazione "Insieme per Danisinni".

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Trasporto del grano PDF Stampa E-mail
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USI E COSTUMI - USANZE
Scritto da / a cura di Agostino D'Ascoli   
Il trasporto del grano, dalla campagna in paese, avviene per mezzo di muli che tutti insieme costituiscono una o più redini "retini".
Una retina è composta, per lo più, da otto muli e da un capo retina che li precede.
I primi portano mezza salma di grano ciascuno, in due bisacce
"visazzi", mentre il "capu retina" ne porta quattro tumuli "tummina" più il mulattiere che lo cavalca "lu vurdunaru".
Il mulattiere va cantando canzonette d'amore e se "li retini" sono due i mulattieri cantano alternativamante.
 
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"Se riesci a far innamorare i bambini di un libro o di due o tre, cominceranno a pensare che è un divertimento. Così, forse, da grandi, diventeranno lettori. E leggere è uno dei piaceri e degli strumenti più grandi e importanti della nostra vita”.
(Roald Dahl - scrittore inglese, 1916/1990) Henry Ford

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