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Martedì 21 Novembre 2017
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"VILLACHINCANA"
La singolare vicenda del Beato Giovanni Liccio PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da La Rosa Giuseppe   

 

Al Beato Giovanni Liccio, umile attestato della mia sincera devozione, nel V centenario della sua preziosissima morte.
In memoria di Nicasio Gianfortone, il mio maestro delle scuole elementari, che, ormai molti anni or sono, con i suoi accorati racconti mi iniziò alla conoscenza e al culto del Beato Giovanni.  

IL BEATO GIOVANNI LICCIO DA CACCAMO
Tra i grandi siciliani d’ogni tempo annoveriamo Giovanni Liccio da Caccamo, primo frate domenicano di Sicilia ad essere stato elevato agli altari, morto il 14 novembre 1511.

VITA DEL BEATO
Il Beato Giovanni Liccio nacque a Caccamo, piccola cittadina a pochi chilometri da Palermo, probabilmente nell’aprile del 1426. L’esatta data di nascita è stata fonte di diverse discussioni.
Il piccolo Giovanni nasce in una famiglia piuttosto povera da Giorgio Liccio e Teresa Faso. Rimase orfano di madre in tenerissima età. 
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I FENICI – TRA STORIA E LEGGENDA PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da Giuseppa La Rosa   

 


Nel trattare la preistoria delle genti presenti nel bacino del Mediterraneo occorre dare un particolare rilievo all’influenza dei Fenici. Essi infatti tennero un atteggiamento molto differente da quello degli altri popoli, vennero per commerciare e non per assoggettare e resero note alle popolazioni autoctone importanti scoperte tecnologiche. Inoltre, cosa d’estrema importanza, portarono con loro ed insegnarono l’uso di un rudimentale alfabeto.
I FENICI DESCRITTI DA TUCIDIDE E DIODORO SICULO
A parlarci dei Fenici in Sicilia sono stati gli storici Tucidide e Diodoro Siculo, le cui affermazioni hanno avuto ampli riscontri nelle rilevanze archeologiche. Si riportano i seguenti passi: “Abitarono poi anche i Fenici tutte le coste della Sicilia, avendo occupato i promontori sul mare e le isolette vicine, a causa del commercio con i Siculi. Ma quando poi gli Elleni in gran numero vi giunsero per mare, lasciata la maggior parte (dell’isola) abitarono a Motya, a Solunto e a Panormo, vicino agli Elimi, avendoli confederati, fidando nell’alleanza degli Elimi e perché, da quel punto, Cartagine dista dalla Sicilia di una brevissima navigazione” (Tucidide – VI, 2, 6); e anche: “E così, per questo commercio (praticato) per molti anni i Fenici,

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RICORDI - Angela Chiazza PDF Stampa E-mail
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NARRATIVA - CHIAZZA ANGELA
Scritto da Chiazza Angela   


Nulla mi è più piacevole che stare sdraiata nella penombra della stanza, nelle ore in cui la calura estiva è al suo culmine. Gli occhi fissi sui movimenti della tenda bianca di lino e pizzo, ricamata da mia nonna quando ancora mi stringevo al seno di mia madre. L’alito di vento che gioca con la tela, la gonfia spingendola in avanti per poi ritornare indietro e ricominciare lo stesso gioco; assomiglia alle onde del mare quando s’infrangono sulla battigia  per poi ritornare lentamente indietro, in un movimento uguale e perpetuo che rilassa il mio corpo e la mia mente. Ripenso a mia nonna, sempre uguale a qualunque età,  i capelli ricci e bianchi tirati in una crocchia sulla nuca, fini e morbidi come la seta. La mattina, quando li pettinava, raccoglieva quelli rimasti nel pettine,  li metteva in un sacchetto di stoffa, li pesava con le mani nell’attesa di barattarli con qualche cianfrusaglia con l’omino che passava a fine mese con la motoape piena colma degli oggetti più svariati, dal lampadario al set di pentole, dalla coperta di ciniglia alla bambola da mettere al centro del letto “intoccabile” dai bambini, la più ambita. Ogni mattina le chiedevo se il peso corrispondesse allo scambio, lei mi sorrideva dicendomi di pazientare ancora un po’ e riponeva il soffice sacchetto dietro lo specchio. La rivedo nella mia mente,  nel suo vestito nero a piccoli fiori provenzali, insieme a mia madre sedute una di fronte all’altra, davanti alla finestra appena aperta per fare entrare quel poco di luce che bastasse loro a lavorare senza interrompere il nostro sonno. Sento ancora lo sferruzzare di li ugliola o dell’ago che buca la tela incastrata e tesa nel telaio, io le guardavo da sotto la pesante cuttunina, avvinghiata a mio fratello aspettando che la luce del giorno diventasse più forte. Intanto il loro bisbiglio e il rumore degli zoccoli dei muli sui ciotoli dell’acchianata ci faceva ancora da ninna nanna.

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IL CARRETTO SICILIANO - STORIA E CARATTERISTICHE PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da La Rosa Giuseppe   

 

Nell’anno 1778 il Parlamento siciliano decretò il finanziamento di 24.000 scudi per la creazione di una rete viaria in Sicilia. Fino ad allora le strade erano state costituite da polverose e tortuose trazzere e mulattiere lungo le quali i viaggiatori e le merci potevano transitare con grandi difficoltà.

Più tardi, nel 1830, il governo borbonico e investimenti stranieri, in gran parte inglesi, posero le basi di un più moderno sistema viario. Per ragioni strategico-militari fu infatti decisa la realizzazione di “regie trazzere” che collegarono varie parti della Sicilia. La prima ad essere realizzata fu la Palermo-Catania che passava da Enna (a quel tempo chiamata Castrogiovanni).

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Cure con le sanguisughe PDF Stampa E-mail
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REDAZIONE V. C. - ARTICOLI REDAZIONE
Scritto da Redazione Villa Chincana   
Cure con le sanguisughe

In passato le sanguisughe sono state usate per curare ogni tipo di malattia. I "medici" del tempo, pensavano che la gran parte delle malattie fossero causate da un eccessiva quantità di sangue nell'organismo, per diminuire queste quantità considerate eccessive venivano applicate delle sanguisughe sul corpo dei pazienti.

Le sanguisughe incidono la pelle come se fossero un ago, il tutto avviene senza provocare dolore in quanto durante l'operazione secernono una sostanza anestetica, una volta succhiato il sangue si staccano. Anche una volta che la sanguisuga si stacca, il sangue continua ad uscire anche fino a 10 ore successive, questo perché insieme alla sostanza anestetica viene iniettata una sostanza anticoagulante.

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Le tartarughe marine tornano sulle spiagge siciliane PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da Administrator   
  • Le tartarughe marine tornano sulle spiagge siciliane – di Giuseppe La Rosa
  •  Dopo un’assenza di cinque anni le tartarughe marine della specie Caretta caretta tornano a nidificare sulle spiagge meridionali della Sicilia. Il lieto e raro evento si è verificato quattro volte in questi mesi estivi sulle spiagge di Realmonte, in provincia di Agrigento, nei pressi della Riserva Naturale di “Torre Salsa”.
  • I nidi delle tartarughe marine sono stati immediatamente messi al sicuro con recinzioni e sono piantonati ventiquattro ore su ventiquattro dai volontari del WWF giunti nell’agrigentino da tutta la penisola. Il luogo delle deposizioni è stato inserito nel “Progetto Tartarughe” del WWF Italia il cui obiettivo è quello di contribuire alla conservazione delle tartarughe marine nel Mediterraneo tramite la riduzione dell’impatto antropico nelle acque e nelle coste italiane, monitorando gli spiaggiamenti e le catture accidentali con gli attrezzi da pesca.
  • Inoltre, allo scopo di sensibilizzare la popolazione verso la salvaguardia delle specie animali protette, negli scorsi giorni sono state rilasciate nel mare antistante le spiagge di Realmonte ed Eraclea Minoa quattro esemplari di Caretta caretta recuperate ferite in mare ed opportunamente curate, fino alla completa guarigione, nei centri specializzati di Lampedusa e Catania.
  • Agli amici di Villachincana metto volentieri a disposizione alcune fotografie del rilascio di una tartaruga avvenuto sulla spiaggia di Giallonardo di Realmonte lo scorso sei agosto. L’evento ha attirato sulla spiaggia centinaia di persone armate di macchine fotografiche che hanno accolto con un fragoroso, emozionato ed emozionante applauso il ritorno di una giovane testuggine in quello che Luigi Pirandello amava definire il mare d’Africa.      

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MINIERE IN SICILIA PDF Stampa E-mail
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CIANCIANA - ZOLFARE
Scritto da Cimo' Piera   
 
Vincenzo Chiazza Mostra on line PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - CHIAZZA VINCENZO
Scritto da /a cura di Dino vaccaro   
La mostra online di alcune opere del maestro.
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Mostra del Maestro E. L. Contissa PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - CONTISSA EDOARDO LUCIO
Scritto da /elaborazione: Dino Vaccaro   

"LA LUCE" di Edoardo Lucio Contissa
"E’ veramente il signore della luce, la quale acquista una sua simbologia e ruoli diversi, a seconda di quello che l’Artista vuole trasmetterci, perché la luce serve a scavare in profondità e a mettere in evidenza oggetti o particolari."
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D'ASCOLI AGOSTINO - MOSTRA DI PITTURA E SCULTURA PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - D'ASCOLI AGOSTINO
Scritto da Dino Vaccaro   
Agostino D'Ascoli nato e residente a Cianciana

Fin  dalla sua prima adolescenza ho conosciuto Agostino, che incomincia a pennellare colori ad olio, seguendo e imitando il fratello maggiore Vincenzo.
 Agostino sin da piccolo era affascinato dalla figura del pittore e ci fu un momento negli anni dell’adolescenza in cui pensava seriamente che lo avrebbe fatto come mestiere. 

Pittore figurativo, che con  mano morbida e sicura crea le sue figure di donne (la sicilia e la zingara con il mandolino), nature morte… 
La sua anima da giovane ribelle si placa nella pittura ed i colori hanno la gioia ed il  calore della sua terra, la Val Platani. Una personalità complessa e completa che merita attenzione. 
Dino Vaccaro
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"Se riesci a far innamorare i bambini di un libro o di due o tre, cominceranno a pensare che è un divertimento. Così, forse, da grandi, diventeranno lettori. E leggere è uno dei piaceri e degli strumenti più grandi e importanti della nostra vita”.
(Roald Dahl - scrittore inglese, 1916/1990) Henry Ford

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