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Domenica 24 Febbraio 2019
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"VILLACHINCANA"
Cure con le sanguisughe PDF Stampa E-mail
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REDAZIONE V. C. - ARTICOLI REDAZIONE
Scritto da Redazione Villa Chincana   
Cure con le sanguisughe

In passato le sanguisughe sono state usate per curare ogni tipo di malattia. I "medici" del tempo, pensavano che la gran parte delle malattie fossero causate da un eccessiva quantità di sangue nell'organismo, per diminuire queste quantità considerate eccessive venivano applicate delle sanguisughe sul corpo dei pazienti.

Le sanguisughe incidono la pelle come se fossero un ago, il tutto avviene senza provocare dolore in quanto durante l'operazione secernono una sostanza anestetica, una volta succhiato il sangue si staccano. Anche una volta che la sanguisuga si stacca, il sangue continua ad uscire anche fino a 10 ore successive, questo perché insieme alla sostanza anestetica viene iniettata una sostanza anticoagulante.

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Le tartarughe marine tornano sulle spiagge siciliane PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da Administrator   
  • Le tartarughe marine tornano sulle spiagge siciliane – di Giuseppe La Rosa
  •  Dopo un’assenza di cinque anni le tartarughe marine della specie Caretta caretta tornano a nidificare sulle spiagge meridionali della Sicilia. Il lieto e raro evento si è verificato quattro volte in questi mesi estivi sulle spiagge di Realmonte, in provincia di Agrigento, nei pressi della Riserva Naturale di “Torre Salsa”.
  • I nidi delle tartarughe marine sono stati immediatamente messi al sicuro con recinzioni e sono piantonati ventiquattro ore su ventiquattro dai volontari del WWF giunti nell’agrigentino da tutta la penisola. Il luogo delle deposizioni è stato inserito nel “Progetto Tartarughe” del WWF Italia il cui obiettivo è quello di contribuire alla conservazione delle tartarughe marine nel Mediterraneo tramite la riduzione dell’impatto antropico nelle acque e nelle coste italiane, monitorando gli spiaggiamenti e le catture accidentali con gli attrezzi da pesca.
  • Inoltre, allo scopo di sensibilizzare la popolazione verso la salvaguardia delle specie animali protette, negli scorsi giorni sono state rilasciate nel mare antistante le spiagge di Realmonte ed Eraclea Minoa quattro esemplari di Caretta caretta recuperate ferite in mare ed opportunamente curate, fino alla completa guarigione, nei centri specializzati di Lampedusa e Catania.
  • Agli amici di Villachincana metto volentieri a disposizione alcune fotografie del rilascio di una tartaruga avvenuto sulla spiaggia di Giallonardo di Realmonte lo scorso sei agosto. L’evento ha attirato sulla spiaggia centinaia di persone armate di macchine fotografiche che hanno accolto con un fragoroso, emozionato ed emozionante applauso il ritorno di una giovane testuggine in quello che Luigi Pirandello amava definire il mare d’Africa.      

Guarda le foto

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MINIERE IN SICILIA PDF Stampa E-mail
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CIANCIANA - ZOLFARE
Scritto da Cimo' Piera   
 
Vincenzo Chiazza Mostra on line PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - CHIAZZA VINCENZO
Scritto da /a cura di Dino vaccaro   
La mostra online di alcune opere del maestro.
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Mostra del Maestro E. L. Contissa PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - CONTISSA EDOARDO LUCIO
Scritto da /elaborazione: Dino Vaccaro   

"LA LUCE" di Edoardo Lucio Contissa
"E’ veramente il signore della luce, la quale acquista una sua simbologia e ruoli diversi, a seconda di quello che l’Artista vuole trasmetterci, perché la luce serve a scavare in profondità e a mettere in evidenza oggetti o particolari."
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D'ASCOLI AGOSTINO - MOSTRA DI PITTURA E SCULTURA PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - D'ASCOLI AGOSTINO
Scritto da Dino Vaccaro   
Agostino D'Ascoli nato e residente a Cianciana

Fin  dalla sua prima adolescenza ho conosciuto Agostino, che incomincia a pennellare colori ad olio, seguendo e imitando il fratello maggiore Vincenzo.
 Agostino sin da piccolo era affascinato dalla figura del pittore e ci fu un momento negli anni dell’adolescenza in cui pensava seriamente che lo avrebbe fatto come mestiere. 

Pittore figurativo, che con  mano morbida e sicura crea le sue figure di donne (la sicilia e la zingara con il mandolino), nature morte… 
La sua anima da giovane ribelle si placa nella pittura ed i colori hanno la gioia ed il  calore della sua terra, la Val Platani. Una personalità complessa e completa che merita attenzione. 
Dino Vaccaro
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LA SICILIA PREISTORICA – di Giuseppe La Rosa PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da La Rosa Giuseppe   

 I PRIMI UOMINI GIUNGONO IN SICILIA

Sembra che i primi uomini siano arrivati in Sicilia per mare poiché i geologi sono certi che, dagli albori della colonizzazione del continente europeo, non sia mai esistito un ponte di terra che unisse la Sicilia alla penisola italiana o al continente africano. Abitazioni dell’antica età della pietra, ricavate in grotte e ripari rocciosi, sono presenti in alcune zone della costa settentrionale e nella zona sud-orientale dell’isola. Le antichissime popolazioni che le abitavano sono in qualche modo collegate alle culture dell’Europa centrale e occidentale. Questo infatti si evince dalle particolarità dei graffiti murali delle grotte nell’isola di Levanzo, al largo di Trapani, e sul monte Pellegrino a Palermo. In particolare, gli animali e le figure umane riprodotti a Levanzo possono essere ricollegati a quelli ritrovati nelle grotte della valle del Rodano e della Spagna centrale e meridionale. Gli archeologi collocano la realizzazione dei graffiti di Levanzo intorno al 10000 a. C..

A partire dal 3000 a.C. avvenne una lenta trasformazione che interessò l’intera area del Mediterraneo. Le comunità contadine presenti adoperavano ancora strumenti di pietra ma applicavano nuove modalità di produzione agricola, di allevamento del bestiame ed erano abili nella produzione di ceramica. In alcune tombe sono stati rinvenuti vasi di ceramica con decorazioni impresse sull’argilla e talvolta con dipinti.

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ABELLA MODESTO - Biografia di Fina Comparetto PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - ABELLA MODESTO
Scritto da Fina Comparetto   
ABELLA MODESTO
Modesto Abella è nato a Cianciana (Ag) il 1° Maggio 1910.
Trascorre i primi anni della sua vita nel paese natio. Nel 1925 si trasferisce a Palermo, lì grazie all’aiuto dello zio sacerdote, completa la sua istruzione, conoscerà e poi sposerà Elisa Gemma Butticè, insegnante di stenografia.
Il suo sarà un matrimonio felice che si concluderà prima con la malattia e, successivamente, con la morte della moglie, la cui scomparsa lascerà il nostro nel pieno sconforto.
Nel 1935 parte per Asmara (Eritrea) dove presterà servizio come aiuto economo presso il comune.
Nel 1948 ritorna a Palermo e collabora all’allestimento della Fiera del Mediterraneo, curandone l’aspetto artistico e pubblicitario, accanto a Gino Morici, pittore scenografo (Palermo 1901-1970) che scriverà di lui “… per me è il più naif dei naif. Chi vedrà le sue opere si renderà conto della sua innata potenza espressiva,del suo correttissimo senso cromatico” .
I rapporti tra questo artista ed il nostro furono importanti ed intensi, il Morici intuendone le capacità artistiche ed espressive, incoraggiò e spronò l’amico con consigli e sollecitazioni varie che il pittore Abella mise a profitto con un ritratto dedicato al suo maestro.
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SULLE TRACCE DEI SICANI ? PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da La Rosa Giuseppe   
SULLE TRACCE DEI SICANI ?

“Tempora sic fugiunt parinter parinterque et nova secuntur sum semper”, “In modo eguale fuggono i tempi ed in ugual modo ne seguono altri risultando sempre nuovi”. Questa frase del poeta latino Orazio mi sembra appropriata quale preludio ad una vicenda che ci parla di uomini vissuti molto tempo prima di noi.

Dalla mia infanzia ad oggi ho sempre sentito raccontare da vecchi contadini storie e leggende di un popolo vissuto in un tempo lontanissimo, il cui operato ha lasciato tracce ancora oggi visibili nella terra e sulle rocce. Finalmente, nell’agosto dello scorso anno, uno di questi “narratori” mi ha condotto in un luogo straordinario. All’alba ci trovammo davanti alla sua abitazione e immediatamente partimmo alla volta di un irto promontorio situato tra le provincie di Palermo ed Agrigento, nel territorio di Caccamo. Dopo una trentina di minuti, lasciammo l’automobile presso una radura che si apriva in mezzo ad un bosco di querce. Da quel punto ci toccò camminare per circa un’ora sotto il sole già caldo.

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ROSA BALISTRERI E IL FENOMENO RELIGIOSO PDF Stampa E-mail
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MUSICA ETNICA - ROSA BALISTRERI
Scritto da NICOLO' LA PERNA   
Qual è il rapporto tra Rosa Balistreri e la religione? Ascoltando alcune canzoni di Rosa ed in particolare “Mafia e parrini”, “La ballata del prefetto Mori” ed altre il giudizio sulla religione ufficiale, quella guidata dal papa è netto: sia la mafia che i preti sono su uno stesso livello di sopraffazione contro la povera gente. Questo giudizio è altamente influenzato dalle persone che Rosa frequenta e che chiama i suoi amici, Buttitta, Sciascia, personaggi vicino al Partito Comunista, simpatizzanti ed esponenti di rilievo del partito. La posizione del Partito comunista nei confronti della religione è stata sempre chiara, basta guardare alla situazione religiosa nella Russia comunista, dove il Partito Comunista aveva preso il potere, (l’abbattimento del muro di Berlino con la caduta dei regimi comunisti avverrà dopo la morte della cantante): le chiese venivano chiuse, i preti arrestati, i simboli religiosi abbattuti, v’era una sola religione: l’ateismo. Karl Marx, alla cui visione si rifaceva il Partito comunista aveva detto: “La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale” . Rosa Balistreri, frequentatrice abituale ed assidua delle case del popolo, fece sua questa posizione a tal punto che non volle avere alla sua morte i funerali religiosi. Per poter comprendere il rapporto tra Rosa e la religione bisogna ascoltare tutte le canzoni di Rosa. Alcune di queste canzoni, i cui testi sono presenti nelle raccolte del Vigo, del Pitrè, del Favara, risalgono a tempi antichissimi, Rosa ha asportato la polvere del tempo, le ha fatte sue e le ha cantate. Sono le canzoni natalizie, sono le canzoni religiose del Venerdì Santo, sono le ninne nanne: “La notti di Natali, Maria di Gesù, Lu verbu sacciu, Vènniri santu, Vènniri matinu, La ciaramedda, Nni la notti trionfanti, Ora veni lu picuraru, Filastrocca a lu bamminu, Diu vi la manna l’ambasciata. Bammineddu picciliddu, Avò”. La religiosità che sgorga fuori da queste canzoni è la religiosità semplice, del popolo siciliano che ha sempre avuto fede in Dio e che anche nel periodo di invasione e sottomissione turca ha conservato la propria fede e la religione. Se si ascoltano attentamente le canzoni religiose si sente un’altra voce di Rosa, più dolce,
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"Se riesci a far innamorare i bambini di un libro o di due o tre, cominceranno a pensare che è un divertimento. Così, forse, da grandi, diventeranno lettori. E leggere è uno dei piaceri e degli strumenti più grandi e importanti della nostra vita”.
(Roald Dahl - scrittore inglese, 1916/1990) Henry Ford

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