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Mercoledì 26 Luglio 2017
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"VILLACHINCANA"
ABELLA MODESTO - Biografia di Fina Comparetto PDF Stampa E-mail
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PITTURA E SCULTURA - ABELLA MODESTO
Scritto da Fina Comparetto   
ABELLA MODESTO
Modesto Abella è nato a Cianciana (Ag) il 1° Maggio 1910.
Trascorre i primi anni della sua vita nel paese natio. Nel 1925 si trasferisce a Palermo, lì grazie all’aiuto dello zio sacerdote, completa la sua istruzione, conoscerà e poi sposerà Elisa Gemma Butticè, insegnante di stenografia.
Il suo sarà un matrimonio felice che si concluderà prima con la malattia e, successivamente, con la morte della moglie, la cui scomparsa lascerà il nostro nel pieno sconforto.
Nel 1935 parte per Asmara (Eritrea) dove presterà servizio come aiuto economo presso il comune.
Nel 1948 ritorna a Palermo e collabora all’allestimento della Fiera del Mediterraneo, curandone l’aspetto artistico e pubblicitario, accanto a Gino Morici, pittore scenografo (Palermo 1901-1970) che scriverà di lui “… per me è il più naif dei naif. Chi vedrà le sue opere si renderà conto della sua innata potenza espressiva,del suo correttissimo senso cromatico” .
I rapporti tra questo artista ed il nostro furono importanti ed intensi, il Morici intuendone le capacità artistiche ed espressive, incoraggiò e spronò l’amico con consigli e sollecitazioni varie che il pittore Abella mise a profitto con un ritratto dedicato al suo maestro.
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SULLE TRACCE DEI SICANI ? PDF Stampa E-mail
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CULTURA - GIUSEPPE LA ROSA
Scritto da La Rosa Giuseppe   
SULLE TRACCE DEI SICANI ?

“Tempora sic fugiunt parinter parinterque et nova secuntur sum semper”, “In modo eguale fuggono i tempi ed in ugual modo ne seguono altri risultando sempre nuovi”. Questa frase del poeta latino Orazio mi sembra appropriata quale preludio ad una vicenda che ci parla di uomini vissuti molto tempo prima di noi.

Dalla mia infanzia ad oggi ho sempre sentito raccontare da vecchi contadini storie e leggende di un popolo vissuto in un tempo lontanissimo, il cui operato ha lasciato tracce ancora oggi visibili nella terra e sulle rocce. Finalmente, nell’agosto dello scorso anno, uno di questi “narratori” mi ha condotto in un luogo straordinario. All’alba ci trovammo davanti alla sua abitazione e immediatamente partimmo alla volta di un irto promontorio situato tra le provincie di Palermo ed Agrigento, nel territorio di Caccamo. Dopo una trentina di minuti, lasciammo l’automobile presso una radura che si apriva in mezzo ad un bosco di querce. Da quel punto ci toccò camminare per circa un’ora sotto il sole già caldo.

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ROSA BALISTRERI E IL FENOMENO RELIGIOSO PDF Stampa E-mail
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MUSICA ETNICA - ROSA BALISTRERI
Scritto da NICOLO' LA PERNA   
Qual è il rapporto tra Rosa Balistreri e la religione? Ascoltando alcune canzoni di Rosa ed in particolare “Mafia e parrini”, “La ballata del prefetto Mori” ed altre il giudizio sulla religione ufficiale, quella guidata dal papa è netto: sia la mafia che i preti sono su uno stesso livello di sopraffazione contro la povera gente. Questo giudizio è altamente influenzato dalle persone che Rosa frequenta e che chiama i suoi amici, Buttitta, Sciascia, personaggi vicino al Partito Comunista, simpatizzanti ed esponenti di rilievo del partito. La posizione del Partito comunista nei confronti della religione è stata sempre chiara, basta guardare alla situazione religiosa nella Russia comunista, dove il Partito Comunista aveva preso il potere, (l’abbattimento del muro di Berlino con la caduta dei regimi comunisti avverrà dopo la morte della cantante): le chiese venivano chiuse, i preti arrestati, i simboli religiosi abbattuti, v’era una sola religione: l’ateismo. Karl Marx, alla cui visione si rifaceva il Partito comunista aveva detto: “La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale” . Rosa Balistreri, frequentatrice abituale ed assidua delle case del popolo, fece sua questa posizione a tal punto che non volle avere alla sua morte i funerali religiosi. Per poter comprendere il rapporto tra Rosa e la religione bisogna ascoltare tutte le canzoni di Rosa. Alcune di queste canzoni, i cui testi sono presenti nelle raccolte del Vigo, del Pitrè, del Favara, risalgono a tempi antichissimi, Rosa ha asportato la polvere del tempo, le ha fatte sue e le ha cantate. Sono le canzoni natalizie, sono le canzoni religiose del Venerdì Santo, sono le ninne nanne: “La notti di Natali, Maria di Gesù, Lu verbu sacciu, Vènniri santu, Vènniri matinu, La ciaramedda, Nni la notti trionfanti, Ora veni lu picuraru, Filastrocca a lu bamminu, Diu vi la manna l’ambasciata. Bammineddu picciliddu, Avò”. La religiosità che sgorga fuori da queste canzoni è la religiosità semplice, del popolo siciliano che ha sempre avuto fede in Dio e che anche nel periodo di invasione e sottomissione turca ha conservato la propria fede e la religione. Se si ascoltano attentamente le canzoni religiose si sente un’altra voce di Rosa, più dolce,
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Cianciana Tavola San Giuseppe 2012 PDF Stampa E-mail
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MANIFESTAZIONI POPOLARI - USANZE RELIGIOSE
Scritto da AGOSTINO D'ASCOLI   

 
 
 

 

 

 

 

 

 
“VITTI NA CROZZA” Storia di una canzone. PDF Stampa E-mail
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MUSICA ETNICA - VIDEO Mus. ETNICA
Scritto da NICOLO LA PERNA   

“VITTI NA CROZZA” Storia di una canzone.

La canzone “Vitti na crozza” è ritenuta la canzone siciliana più conosciuta fuori dalla Sicilia e
spesso viene identificata con la Sicilia, anzi viene portata a vessillo canoro della Sicilia. Varie sono le versioni cantate, dalle più antiche (Michelangelo Verso anni 1950) alla versione di Modugno, Carlo Muratore, Alfio Antico, Otello Profazio, Rosanna Fratello, Franco Battiato, Gianna Nannini, Lauria Pausini, Amalia Rodriguez, I Mattanza, Luigi Di Pino, Gian Campione, vari complessi e gruppi folkloristici etc.
Ricercando nei libri di canzoni siciliane quali le raccolte di Alberto Favara (Salemi 1863-1923), etnomusicologo, di Lionardo Vigo (Acireale 1799-1879), poeta e filologo, di Giuseppe Pitrè (Palermo 1841-1916), scrittore e folclorista, Francesco P. Frontini (1860-1939), musicista e compositore, Salvatore Salamone Marino (Borgetto 1847-1916), folclorista ed altri, non vi è traccia di questa canzone.

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Fumetto - Storia dell'autonomia siciliana PDF Stampa E-mail
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REGIONE SICILIA - Statuto Della Regione Siciliana
Scritto da Administrator   
 
L’IMPORTANZA DI ROSA BALISTRERI NEL PANORAMA CULTURALE E MUSICALE SICILIANO PDF Stampa E-mail
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MUSICA ETNICA - ROSA BALISTRERI
Scritto da Nicolò La Perna   
L’importanza di Rosa Balistreri nel panorama culturale e musicale siciliano viene riconosciuta da tutti.
Due sono i motivi: storico-musicale e socio-culturale-politico.
Il motivo storico-culturale è dovuta al fatto che la cantante licatese ha saputo diseppellire dall’oblio del tempo moltissime canzoni siciliane, patrimonio culturale delle precedenti generazioni che risalgono dal 1600 a oggi.
Molti studiosi (Pitrè, Vigo, Marino Salomone, Favara) hanno raccolto migliaia di canzoni popolari provenienti da molte città e paesi della Sicilia, alcune solo testo, altre testo e partitura. Intere sezioni di biblioteche contengono queste libri di canzoni popolari, ma la musica popolare, il suo fluire armonico, il ritmo erano seppelliti nei libri; Rosa li ha prelevati, certamente con i lavoro di amici e musicisti, (Rosa da sola non ne sarebbe stata capace), li ha elaborati, reinterpretati, dandogli con la sua voce ed espressività nuova vita; le canzoni, a volte mix di vari testi e partiture, hanno lasciato le polverose biblioteche e sono volate per il mondo, nei concerti dell’Unità, nelle feste patronali, nelle terre più lontane dalla Sicilia, in Australia, in Canadà, in Belgio, in tutta l’Europa.
La canzone siciliana con Rosa Balistreri è rinata ed ha potuto essere apprezzata e cantata in tutto il mondo.
Rosa non si è fermata però ad interpretare vecchie canzoni, grazie all’amicizia con poeti quali Buttitta, ed con altri poeti e musicisti ha concorso attivamente alla composizione di varie canzoni, fornendo a volte anche la traccia musicale oltre all’interpretazione canora; vengono fuori così canzoni come “Mafia e parrini”, “I Pirati a Palermu” e tante altre canzoni attuali come quelle sull’emigrazione e sul duro lavoro di contadini, minatori e jurnatari. Queste ultime canzoni Rosa le sente sue e sono queste le sue preferite nei concerti in giro per il mondo.
Rosa, benchè non possedesse una cultura elevata, nel campo musicale non fu una sprovveduta interprete delle canzoni siciliane, Rosa studiò molto la canzone siciliana, si fornì di testi di canzoni siciliane: nella sua biblioteca, donata al Comune di Licata sono presenti molti testi di canzoni siciliane, di cultura siciliana, di storia siciliana, allargando le sue conoscenze alla musica popolare di altre regioni italiane e soprattutto di canti di protesta, di canti politici, che costituiscono buona parte delle
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Il Partito Comunista Italiano nel ‘900 ciancianese PDF Stampa E-mail
SAGGISTICA - GIANNONE EUGENIO
Scritto da Eugenio Giannone   

Il Partito Comunista Italiano nel ‘900 ciancianese

(ricostruzione attraverso testimonianze)

 Il PCI ha svolto un ruolo politicamente meno appariscente rispetto al PSI, che in paese ha sempre ottenuto più consensi, ma è stato costantemente al fianco dei lavoratori e della popolazione interpretandone bisogni e aspettative, guidandoli quando è stato necessario e non sottraendosi mai al confronto.

Com’è noto, il PCd’I nasce con la scissione di Livorno nel 1921 ma gli ideali del socialismo a Cianciana si erano radicati sin dall’ultimo decennio del secolo precedente, come testimonia la vicenda dei Fasci siciliani, che da noi ebbero una sezione.

Non è stato facile crescere e ancor meno affermarsi per diffidenza diffusa e l’emarginazione nella quale lo spingeva la mafia che negli anni Venti a Cianciana era “alta”. E’ emblematico, in tal senso,  l’episodio (fine 1921) accorso all’on. Domenico Cigna che, dopo un famoso discorso alla Camera sull’ordine pubblico in Sicilia nel quale denunciava il perverso connubio tra malavita organizzata e politica, sulla SS. 118, all’altezza della “Trincea di Garibaldi”, fu aggredito da un gruppo  di malfattori, malmenato e salvato dall’intervento dei Carabinieri, sollecitati da un magistrato.

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Alessio Di Giovanni e il fiume della memoria PDF Stampa E-mail
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SAGGISTICA - GIANNONE EUGENIO
Scritto da Eugenio Giannone   

Ognuno di noi  è espressione del suo tempo e del suo spazio e porta indelebili i segni dell’appartenenza ai luoghi, ai modi di sentire della gente presso cui è nato o s’è formato e finisce sempre col rievocarli, addirittura  a mitizzarli, se costretto a separarsene.

Il Di Giovanni non fa eccezione e trascorse un’infanzia e una giovinezza serene in quei luoghi, che divennero ben presto tropoi della sua attività di narratore e poeta.

Li conosceva bene perché percorsi in lungo e in largo assieme a contadini dei quali apprezzava la parlata vernacolare, schietta e musicale, e da cui sentiva raccontare le storie che poi avrebbe ripreso nelle sue composizioni.

Erano quelle stesse storie, quegli stessi racconti e miti, quelle notizie confuse tra storia e leggenda che suo padre, Gaetano, trascriveva e che lo incuriosirono bambino. Tutti argomenti che rendono uniforme  la cultura dei borghi che insistono nella medesima vallata, che il Di Giovanni battezzò “Vaplatani” per indicare quell’immensa distesa di latifondi che si estende dalle montagne cilestrine di Bivona fino all’azzurro mare di Sciacca. (1)

In quei luoghi, in quei posti è l’origine della sua poetica.

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CIANCIANA A. D'Ascoli PDF Stampa E-mail
VIDEO - AGOSTINO DASCOLI
Scritto da d'ascoli   

Fede, Arte, Cultura, Tradizioni. Sicilia. Cianciana; la Città dello zolfo: monumenti, Alessio di Giovanni, zolfatai, Villa Comunale, Museo Civico, paesaggi, curiosità...

 
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"Se riesci a far innamorare i bambini di un libro o di due o tre, cominceranno a pensare che è un divertimento. Così, forse, da grandi, diventeranno lettori. E leggere è uno dei piaceri e degli strumenti più grandi e importanti della nostra vita”.
(Roald Dahl - scrittore inglese, 1916/1990) Henry Ford

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