| 21° anniversario della scomparsa di Rosa Balistreri: l’omaggio dell’artista Sandro Burgio |
| MUSICA ETNICA - ROSA BALISTRERI | |||
| Scritto da Sandro Burgio | |||
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Rosa oggi vive nella memoria di tutti noi, presente ieri come oggi. Oggi tutti sono amici e conoscenti di Rosa, quando molti, sia a Campobello di Licata che a Licata, neanche la “cagavano”quando era in vita, molti neanche la conobbero e sostengono di essergli stati vicino, farei molti nomi ma non posso, rischierei di dichiare una guerra infernale. Spero che Rosa sia ricordata per ciò che fece con grande amore e sacrificio durante il suo percorso. Posso solo dire “canta Ro”. Una frase che disse Rosa al Folkstudio 1989 di cui possiedo la registrazione originale è questa: “aspe ca dicu la mia, ognuno di noi quello che ha dentro bisogna buttarlo fuori, cu l’acetta l’accetta cu nu l’acetta nun ci pozzu fari nennti”, credo che avesse ragione a dire questo, si riferiva al fatto che ogni forma di canto va espressa secondo l’idea di come l’artista la vede e la propone, ovvero che se non accetate ciò che vi viene proposto alzatevi e andate via , perchè come io, “Rosa” e come altri portiamo in giro per le piazza e per il mondo a modo nostro quello in cui crediamo. Sandro Burgio
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Oggi decorre la scomparsa dalle scene nazionali di Rosa Balistreri, una donna che per il canto popolare fece molto, riportando alla luce testi antichi della nostra terra, chiedeva al popolo anziano di quel periodo cosa sapesse, ne faceva tesoro e lo portava su palco dando in ogni brano un tocco di amore personale, prese anche molte delusioni nella sua vita sia privata che pubblica, ma con tutto ciò continuò il suo cammino stringendo i denti.





